La situazione del Nordamerica

Marx (1862)

 


Trascritta da Roberto Saranga, Gennaio 2001


 

Londra, 4 novembre 1862

 

Il generale Bragg, comandante dell'esercito sudista nel Kentucky - le altre forze combattenti del Sud che lo stanno devastando sono solo bande di guerriglieri - entrando da invasore in questo stato di confine ha emanato un proclama che rivela ora con estrema chiarezza il fallimento delle più recenti iniziative della Confederazione. Il proclama di Bragg, indirizzato agli stati del Nord-Ovest, dà per scontata la sua vittoria nel Kentucky, e specula evidentemente sulla possibilità di un'avanzata vittoriosa nell'Ohio, lo stato centrale del Nord. Bragg dichiara innanzi tutto che la Confederazione è pronta a garantire la libertà di navigazione sul Mississipi e sull'Ohio. Tale garanzia avrà una ragion d'essere soltanto se e quando gli schiavisti si troveranno in possesso degli stati di confine. Perciò a Richmond si dava per certo che le incursioni simultanee di Lee nel Maryland e di Bragg nel Kentucky avrebbero assicurato d'un colpo il possesso degli stati di confine ai sudisti. Bragg passa quindi ad illustrare le giuste pretese del Sud, che combatte soltanto per la sua indipendenza, ma per il resto vuole la pace. Ed ecco il punto culminante e più significativo di tutto il proclama: l'offerta di una pace separata con gli stati del Nord-Ovest, invitandoli a staccarsi dall'Unione e ad unirsi alla Confederazione, dal momento che gli interessi economici del Nord-Ovest e del Sud sono concordi quanto quelli del Nord-Ovest e del Nord-Est sono opposti e contrari. E' evidente: non appena immaginava di avere saldamente in suo possesso gli stati di confine, il Sud dichiarava ufficialmente il suo fine recondito di ricostruire l'Unione escludendo gli stati del New England.

Come l'invasione del Maryland, anche quella del Kentucky è fallita miseramente; la prima è sfumata con la battaglia di Antietam Creek, la seconda con la battaglia di Perryville, nei pressi di Louisville. Anche a Perryville i confederati si sono lanciati all'offensiva, dopo aver attaccato l'avanguardia, che malgrado la schiacciante superiorità numerica del nemico ha tenuto la posizione, dando a Buell il tempo di scendere in campo con il grosso delle sue forze. Non sussiste il minimo dubbio che la sconfitta di Perryville avrà come conseguenza l'evacuazione del Kentucky. Quasi contemporaneamente la banda più numerosa di guerriglieri, costituita dai più fanatici sostenitori dello schiavismo nel Kentucky e guidata dal generale Morgan, è stata annientata a Frankfurt, tra Louisville e Lexington. Infine, la vittoria decisiva di Rosencrans a Corinth costringe l'esercito sconfitto del generale Bragg ad una precipitosa ritirata.

La campagna dei confederati per riconquistare gli stati schiavisti di confine, che pure era stata intrapresa con operazioni su larga scala, con abilità militare e sotto gli auspici più favorevoli, si è risolta quindi in un completo fallimento. A parte i risultati militari immediati, questi combattimenti contribuiscono anche in un altro modo ad eliminare le maggiori difficoltà. Il dominio che gli stati schiavisti vberi e propri esercitano su quelli di confine si basa naturalmente sugli elementi schiavisti di questi ultimi - gli stessi elementi che impongono considerazioni diplomatiche e costituzionali al governo dell'Unione nella sua lotta contro lo schiavismo. Negli stati di confine, il più importante teatro di operazioni della guerra civile, tali elementi in pratica vengono ridotti a zero dalla guerra civile stessa. Una massa di proprietari di schiavi migra continuamente verso Sud con il suo "black chatttel"[1] per portare al sicuro la sua proprietà. Ad ogni sconfitta dei confederati questa migrazione si rinnova su più vasta scala.

Un mio amico, un ufficiale tedesco che ha combattuto sotto la bandiera stellata di volta in volta nel Missouri, nell'Arkansas, nel Kentucky e nel Tennessee, mi scrive che questa migrazione ricorda proprio l'esodo dall'Irlanda nel 1847 e nel 1848. Nel frattempo, gli schiavisti più forti e risoluti, i giovani da una parte e i capi politici e militari dall'altra, si separano dal grosso della loro classe, per costituire bande do guerriglieri nei loro stati (che vengono regolarmente distrutte), oppure per arruolarsi nell'esercito o entrare nell'amministrazione della Confederazione. Ne risulta da un lato un'enorme diminuzione dell'elemento schiavista negli stati di confine, dove esso ha sempre dovuto far fronte agli encroachments [2] dei lavoratori liberi suoi rivali; dall'altro, l'eliminazione della parte più attiva degli schiavisti e dei loro seguaci bianchi. Dietro di loro resta soltanto uno strato di schiavisti "moderati", che ben presto allungheranno avidamente le mani sul cumulo di denaro loro offerto da Washington per il riscatto del loro black chattel - il cui valore andrà comunque perduto non appena il mercato del Sud sarà chiuso alla vendita degli schiavi. Così, la guerra porta essa stessa ad una soluzione, provocando una vera e propria rivoluzione nella struttura sociale degli stati di confine.

Per il Sud la stagione propizia alla guerra è ormai finita; per il Nord sta cominciando ora, dal momento che i fiumi interni tornano ad essere navigabili e la guerra combinata per terra e per mare, già tentata con tanto successo, è di nuovo possibile. Il Nord si è prontamente avvantaggiato della tregua. Le "corazzate" - dieci di numero - per i fiumi dell'Ovest vengono terminate rapidamente; ad esse si debbono aggiungere venti navi semicorazzate per operazioni in acque poco profonde. Gli arsenali dell'Est hanno già varato numerose corazzate, mentre altre sono in costruzione: saranno tutte pronte per il 1 gennaio 1863. Ericsson, l'ideatore e costruttore della Monitor, sta dirigendo la costruzione di altre nove navi dello stesso modello. Quattro di esse sono già pronte a prendere il mare.

Sul Potomac, nel Tennessee e in Virginia come in diversi centri del Sud - Norfolk, New Bern, Port Royal, Pensacola, New Orleans - l'esercito riceve ogni giorno nuovi rinforzi. Il primo contingente di leva di 300 mila uomini, che Lincoln aveva chiamato alle armi in luglio, è stato interamente incorporato ed è già i gran parte al fronte, mentre si sta formando il secondo contingente di trecentomila uomini da reclutare per nove mesi. In alcuni stati si è preferito sostituire l'arruolamento volontario alla coscrizione, che però non incontra gravi difficoltà in nessuno stato. L'ignoranza e l'odio hanno spinto a criticare aspramente la coscrizione, presentandola come un fatto senza precedenti nella storia degli Stati Uniti. Nulla di più falso. Durante la guerra d'indipendenza e la seconda guerra contro l'Inghilterra (1812-14), la coscrizione servì per arruolare forti contingenti di truppe, e così pure persino in occasione di varie guerricciole con gli indiani, senza incontrare mai un'opposizione degna di rilievo.

È significativo notare che nell'anno in corso l'Europa ha fornito agli Stati Uniti un contingente di emigranti di circa centomila anime, e che metà di questi emigranti proviene dall'Irlanda e dalla Gran Bretagna. Al recente congresso della "Association for the Advancement of Science" tenuto a Cambridge, l'economista inglese Merivale si è sentito in dovere di ricordare ai suoi concittadini un fatto che il Times, il Saturday Review, il Morning Post e il Morning Herald, per non parlare degli dei minorum gentium, hanno completamente ignorato, e che forse l'Inghilterra stessa vorrebbe dimenticare: e cioè che la maggior parte della popolazione in eccesso in Inghilterra trova una nuova patria negli Stati Uniti.

Die Presse, 10 novembre 1862

 

Note

1.Bestiame nero.

2.L'invadenza.

 


Ultima modifica 6.1.2001