Un mondo migliore

Programma del Partito Comunista Operaio


Parte Seconda

Il partito comunista operaio lotta per la completa vittoria della rivoluzione sociale della classe operaia e l'instaurazione del programma comunista operaio nella sua integrità. Il partito comunista operaio crede che le conquiste finora raggiunte dalla società umana nell'economia, nella scienza e tecnologia, e negli standard di vita civile hanno già creato le condizioni materiali necessarie per creare una società libera senza classi, sfruttamento e oppressione, cioè una comunità socialista mondiale, e che la classe operaia quando prende il potere politico deve instaurare il suo programma comunista. Allo stesso tempo, fin quando e ovunque il capitalismo prevale, il partito comunista operaio lotta anche per le più profonde e ampie riforme politiche, economiche, sociali e culturali che innalzino la qualità della vita delle persone e i loro diritti politici e civili al livello più alto possibile. Queste riforme, così come la forza e l'unità conquistate nella lotta per la loro realizzazione, renderanno più facile alle masse lavoratrici assestare il colpo finale al sistema capitalista.

La seconda parte del Programma contiene le principali richieste immediate avanzate dal partito comunista operaio nelle attuali lotte operaie per imporre riforme al sistema esistente. Per quanto appaiano radicali e idealistiche anche secondo gli standard degli odierni paesi capitalisti più avanzati, in realtà esse rappresentano soltanto una frazione molto piccola dei diritti e delle libertà che verranno pienamente realizzate nella società comunista. Non c'è dubbio che anche il minimo miglioramento nella vita della gente oggi in Iran e la realizzazione dei più elementari diritti e libertà richiede che venga buttato giù l'inumano e reazionario regime della Repubblica Islamica. L'abbattimento di tale regime è un compito urgente della rivoluzione operaia in Iran. Il partito comunista operaio lotta per l'abbattimento della Repubblica Islamica e l'immediata instaurazione dello stato operaio. Il governo operaio non solo assicurerà l'immediata introduzione delle norme delineate in questa sezione del Programma come i diritti più basilari della popolazione in Iran ma, sviluppando l'insieme del suo programma comunista, preparerà anche le condizioni per una reale e completa liberazione ed uguaglianza.

Struttura e principi generali

1. Instaurazione di una struttura politica basata sulla partecipazione diretta e permanente del popolo al potere politico.

2. Instaurazione di ampi, garantiti, incondizionati, uguali diritti e libertà civili e politici per tutti. Abolizione di ogni tipo di discriminazione secondo il sesso, l'etnia, la nazionalità, la cittadinanza, la razza, la religione, l'età, e cose del genere.

3. Introduzione di norme generali economiche e previdenziali, come anche una legislazione progressista del lavoro, tali da imporre al sistema capitalista esistente i più elevati standard di vita, di assistenza e di sicurezza economica per il popolo.

4. Un codice di leggi e misure per mettere da parte radicalmente e rapidamente credenze, costumi e tradizioni reazionarie, discriminatorie e degradanti, e aiutare lo sviluppo di una cultura, di valori e relazioni umane, liberi e aperti.

5. Introduzione di leggi e politiche che rendano l'Iran una fonte di sostegno alle lotte progressiste, ai valori sociali e ai rapporti progressisti, e alle lotte operaie e socialiste in tutto il mondo.

I suddetti princìpi generali vanno sviluppati tramite le seguenti misure:

 
Struttura ed organi del potere politico

Dei consigli

Dissoluzione dell'esercito

Abolizione della democrazia non diretta. Partecipazione popolare diretta nelle amministrazioni

Un sistema giudiziario indipendente, giustizia sociale per tutti

Dei consigli

Il nostro tempo più di ogni altro ha messo in piena luce la natura formale e allo stesso tempo l'alienazione sostanziale della partecipazione popolare al potere politico nelle democrazie liberali e parlamentari. Una società che debba assicurare l'ampia partecipazione popolare al governo e al processo legislativo ed esecutivo, non può basarsi sul parlamento e sul sistema di democrazia delegata. L'esercizio del potere ai vari livelli, da quello locale al livello nazionale, deve essere portato avanti dai consigli popolari stessi, che agiscono sia a livello legislativo che esecutivo. L'organo supremo di governo sarà il congresso nazionale dei rappresentanti dei consigli popolari. Tutte le persone oltre i sedici anni di età sono riconosciuti come membri con diritto di voto nel loro consiglio locale e hanno il diritto di concorrere per qualunque posto nel consiglio locale o per la rappresentanza nei consigli più elevati.

 

Dissoluzione dell'esercito

L'esercito e le forze armate professionali nella società esistente non sono altro che bande armate mercenarie della classe dominante, organizzate a spese delle masse lavoratrici per tenerle soggiogate e per proteggere gli interessi economici della borghesia e il mercato interno di un stato borghese contro un altro. Malgrado il fatto che la classe dominante cerchi di nascondere sotto diverse vesti la natura di classe e la vera funzione del suo esercito, dipingendolo come un organo pubblico creato per servire la società nel suo complesso, l'intima connessione degli eserciti con le classi dominanti, e il loro ruolo nel proteggere gli interessi dei padroni della società sono chiari alla maggioranza delle persone - e questo non solo nei paesi asiatici, africani e latino-americani, dove il ruolo repressivo dell'esercito e della polizia è sfacciatamente ovvio, ma anche in Europa e Nord America, dove il mito del militare apolitico è vissuto più a lungo.

Il Partito Comunista Operaio è per la dissoluzione dell'esercito e delle forze armate professionali.

L'esercito, i Pasdaran (guardie islamiche) e altre forze armate professionali, come pure le organizzazioni segrete militari, dei servizi segreti e di spionaggio, devono essere sciolti.

Una milizia dei consigli del popolo, basata sulla educazione militare universale e l'universale partecipazione ai doveri di sicurezza e difesa, rimpiazzi l'esercito professionale che è separato, al di fuori e al di sopra della popolazione.

In aggiunta, il partito crede che i seguenti princìpi debbano essere applicati in ogni caso e in qualunque circostanza, finché esistono le forze armate:

Rigettare la pratica di obbedire senza riserve nelle forze armate. Tutto il personale militare ha il diritto di rifiutare ordini che essi considerino in conflitto con le leggi del paese o che contraddicano la propria coscienza e princìpi.

Ogni persona ha il diritto di rifiutarsi di prendere parte a una guerra o ad attività militare che sia incompatibile con i propri princìpi e convinzioni.

I membri delle agenzie di sicurezza devono sempre vestire le uniformi in servizio e portare le armi senza nasconderle. È proibito formare forze armate senza uniforme o condurre missioni come polizia armata in abiti civili. E diritto di ogni cittadino essere a conoscenza della presenza di forze di sicurezza armate nella propria comunità e nelle vicinanze (posti di lavoro, aree residenziali, strade, ecc.).

I membri dell'esercito hanno il diritto di prendere parte alle attività politiche e iscriversi a partiti politici. Partiti politici, sindacati e altre organizzazioni hanno libera attività nelle forze armate.


Abolizione della burocrazia non eletta. 
Partecipazione popolare diretta nelle amministrazioni.

Tutti gli organi e i posti politici e amministrativi nel paese devono essere elettivi e revocabili ovunque la maggioranza degli elettori lo decida. Le persone elette in tali posti devono ricevere salari non superiori a quelli medi degli operai. Diretta supervisione da parte del popolo, tramite i suoi consigli, sulle attività di tutti i corpi amministrativi.

Semplificazione della gerarchia, del linguaggio e delle procedure operative degli uffici statali al fine di far diventare un compito semplice l'intervento e il controllo popolare in essi.

Rafforzamento dell'etica del lavoro e rispetto dei cittadini e degli utenti nel servizio pubblico. Qualunque abuso di autorità da parte dei funzionari, corruzione, nepotismo, discriminazione, deviazione dalle regole e procedure legalmente stabilite, oppure non ottemperanza nel portare a termine quanto la legge richiede, etc dovranno come conseguenza essere perseguiti in pubbliche udienze come gravi violazioni. Stretta proibizione dell'utilizzo di strutture e risorse del pubblico ufficio per fini privati.

Diritto incondizionato degli individui a denunciare ogni pubblico ufficiale in udienze pubbliche.

 

Un sistema giudiziario indipendente. Giustizia legale per tutti

Il sistema giudiziario e il concetto di giustizia legale in ogni società sono un riflesso dei rapporti sociali e delle basi economiche e politiche di quella società. La sfera giuridica - dal corpo di leggi e la prevalente interpretazione del diritto, equità e giustizia, fino alle istituzioni, amministrazione e procedure del potere giudiziario - è parte della sovrastruttura politica della società che protegge le fondamenta economiche e di classe esistenti. Dunque, una giustizia legale genuina e la sua applicazione uguale per tutti, e una amministrazione della giustizia veramente indipendente ed equa, richiedono una ristrutturazione fondamentale della società classista esistente.

Come passo avanti verso questo obiettivo, e per assicurare la pratica giudiziaria più equa possibile nella società esistente, il Partito Comunista Operaio richiede l'immediata realizzazione dei seguenti basilari princìpi:

1- completa indipendenza legale dei giudici, delle corti e del sistema giudiziario dall'esecutivo;

2- i giudici e le altre autorità giudiziarie devono essere eletti dal popolo, e revocabili laddove la maggioranza dell'elettorato decida in tal senso;

3- abolizione dei tribunali speciali; tutti i processi abbiano luogo in tribunali comuni;

4- tutti i processi devono essere aperti al pubblico. Processo con giuria in tutte le maggiori violazioni criminali. Diritto dell'accusato e dei suoi legali di accettare o rigettare giudici o membri della giuria;

5- in ogni processo, l'accusato si presume innocente fino a quando non ne è provata la colpevolezza, e l'onere della prova spetta allo accusatore o al querelante.

6- I princìpi giuridici e i diritti dell'individuo davanti al sistema giudiziario del paese sono descritti in dettaglio in successive sezioni del Programma.

 

Diritti e libertà individuali e civili

Gli apologeti borghesi reclamano che il rispetto dei diritti civili e individuali sia una pietra angolare e un fulcro del loro sistema. La verità è che, degli oltre sei miliardi o più persone che vivono sotto il governo del capitale oggi, soltanto una frazione, e soltanto in un pugno di paesi, si può dire goda di ogni tipo di diritti civili e individuali stipulati e abbastanza stabili. La sorte della stragrande maggioranza delle persone nel mondo capitalista è una pressoché l'assoluta mancanza di diritti politici, con regimi dispotici e terrorismo e violenza di stato organizzati. Ma anche nei paesi industrializzati dell'Europa occidentale e del Nord America questi diritti sono una semplice frazione di diritti e libertà che le persone chiedono e desiderano oggi. Inoltre, la sottomissione economica delle masse lavoratrici al capitale e il rapporto diretto che esiste tra diritti civili da un lato, e proprietà dall'altro, rende questi diritti vuoti di ogni significato serio e reale. Ancora, l'esperienza delle masse in questi paesi durante tempi di crisi economica mostra chiaramente che la sopravvivenza persino di questi diritti nominali corrisponde direttamente alle vicissitudini economiche della classe capitalista, e che essi vengono prontamente attaccati quando vengono a trovarsi sulla via del profitto e dell'accumulazione del capitale.

Genuine libertà individuali e civili possono realizzarsi soltanto in una società che sia essa stessa libera. Eliminando la sottomissione economica e di classe, la rivoluzione comunista operaia aprirà la strada alle più ampie libertà e opportunità per l'individuo di trovare da sé espressione nei diversi campi della vita.

Allo stesso tempo, il partito comunista operaio lotta per la realizzazione e la protezione dei più ampi diritti individuali e civili nella società attuale. Tali diritti innegabili e inviolabili, nelle loro linee sono i seguenti:

1- Diritto di vivere. Immunità del corpo e della mente contro ogni violazione.

2- Diritto a una vita decente. Diritto a ciò che è indispensabile a una vita normale nella società attuale.

3- Diritto di riposare, ricrearsi, divertirsi, rilassarsi.

4- Diritto all'educazione. Diritto di fruire di tutte le risorse educative a disposizione della società.

5- Diritto alla salute. Diritto di fruire di tutte le strutture esistenti per la protezione contro infortuni e malattie. Diritto di fruire di ogni struttura sanitaria e medicale a disposizione della società.

6- Diritto all'indipendenza individuale. Proibizione della schiavitù e del lavoro forzato comunque vengano occultati o giustificati.

7- Diritto a socializzare e avere una vita sociale. Proibizione della segregazione delle persone dall'ambiente sociale e del diniego dell'opportunità di associarsi con altri.

8- Diritto di cercare e conoscere la verità in ogni campo della vita sociale. Proibizione della censura e del controllo da parte dello stato o dei gestori e magnati dei media sull'informazione messa a disposizione del pubblico.

9- Diritto di godere di un ambiente salubre e sicuro. Diritto del popolo e dei suoi rappresentanti di monitorare e controllare gli effetti sull'ambiente delle attività dello stato e delle imprese.

10- Libertà incondizionata di credo, espressione, riunione, stampa, dimostrazione, sciopero, libertà incondizionata di organizzazione e di formazione di partiti politici.

11- Piena e incondizionata libertà di critica. Diritto di criticare tutti gli aspetti politici, culturali, etici, e ideologici della società. Ogni invocazione di "sacri princìpi" nazionali, patriottici, religiosi o altro per restringere la libertà di critica e di espressione va proibita e dichiarata illegale. Proibizione di forme di intimidazione religiose, patriottiche, nazionalistiche o altro volte a sopprimere la libera espressione del pensiero.

12- Libertà di religione e di ateismo.

13- Suffragio universale e uguale per chiunque abbia compiuto i sedici anni, a prescindere dal sesso, religione, etnia, nazionalità, occupazione, cittadinanza, credo o convinzione politica. Diritto per chiunque abbia compiuto sedici anni di concorrere per qualunque rappresentanza e occupare qualunque posto o ufficio elettivi.

14- Proibizione dell'inquisizione. Diritto di ogni persona di rifiutarsi di testimoniare contro se stessa per evitare l'autoincriminazione. Diritto di rimanere in silenzio sulle proprie vedute e convinzioni personali.

15- Diritto incondizionato a scegliere il proprio luogo di residenza. Libertà di spostamento e di viaggio per chiunque, uomo o donna, abbia compiuto i sedici anni. Proibizione di ogni forma di controllo permanente dei movimenti all'interno del paese da parte dello stato o delle autorità di sicurezza. Abolizione di qualunque restrizione in uscita dal paese. Su richiesta, rilascio immediato e incondizionato del passaporto e documenti di viaggio.

16- Proibizione dell'imposizione di qualunque restrizione all'ingresso e all'uscita dei cittadini di altri paesi. Garanzia di cittadinanza a chiunque ne faccia richiesta accettando gli obblighi legali della cittadinanza. Rilascio incondizionato dei permessi di soggiorno e di lavoro a chi faccia richiesta di residenza in Iran.

17- Inviolabilità della privacy delle persone. Inviolabilità del domicilio, della corrispondenza, delle conversazioni, e protezione contro ogni forma di intrusione da parte di qualunque autorità. Proibizione di pedinamento, intercettazione, sorveglianza. Proibizione di raccolta di informazioni sulle persone senza il loro esplicito permesso. Diritto di ogni persona di ottenere e studiare ogni informazione che le autorità dello stato hanno su di essa.

18- Libertà nella scelta dell'impiego.

19- Libertà incondizionata nella scelta dell'abbigliamento. Abolizione di ogni requisito, ufficiale o no, sulla quantità o il tipo di abbigliamento che gli uomini o le donne debbano indossare in pubblico. Proibizione di ogni forma di discriminazione o restrizione sulla base dell'abbigliamento o apparenza delle persone.

20- Diritto dei rappresentanti popolari eletti di testare e monitorare le attività, documenti e uffici dello stato. Proibizione della diplomazia segreta.

 

Uguaglianza ed eliminazione delle discriminazioni

L'uguaglianza umana è una concezione centrale del comunismo operaio e un principio basilare della libera società socialista che deve essere fondata con l'abolizione del sistema classista, sfruttatore e discriminatore del capitalismo. L'uguaglianza comunista è una concezione più vasta della mera eguaglianza di fronte alla legge. L'uguaglianza comunista è la vera uguaglianza di tutte le persone in campo economico, politico e sociale. Uguaglianza non solo nei diritti politici ma anche nel godimento delle risorse materiali e dei prodotti della fatica collettiva umana; uguaglianza nello status sociale e nelle relazioni economiche; uguaglianza non solo di fronte alla legge ma anche nei rapporti delle persone tra loro. L'uguaglianza comunista, che allo stesso tempo è la condizione necessaria per lo sviluppo delle diverse potenzialità e dei talenti delle persone e per la vitalità materiale e intellettuale della società, può realizzarsi soltanto facendola finita con la divisione in classi. Una società classista non può per definizione essere una società eguale e libera.

La nostra lotta per l'uguaglianza e l'eliminazione delle discriminazioni nelle società capitaliste esistenti è parte integrante della nostra più vasta e fondamentale lotta per far avanzare la rivoluzione sociale e instaurare una società comunista libera ed eguale. Il nostro partito è all'avanguardia di qualunque lotta sociale contro la discriminazione e la disuguaglianza e crede che diritti uguali e uguale applicazione delle leggi per tutti, senza riguardo al sesso, nazionalità, religione, razza, credo, convinzione, occupazione, status, cittadinanza, ecc. debba essere proclamato come principio cardine inviolabile prima di qualunque legge. Ogni legge o regolamento che sia in violazione con tale principio deve essere immediatamente rigettato, e tutti i casi di discriminazione da parte di qualunque individuo, autorità o istituzione, statale o privato, deve essere immediatamente sottoposto a indagine penale.

 

Uguaglianza della donna e dell'uomo. Proibizione di discriminazioni secondo il sesso

Uguali diritti per tutti i residenti nel paese a prescindere dalla cittadinanza

Proibizione della discriminazione razziale

Eliminazione della oppressione nazionale

La questione kurda

 

Uguaglianza della donna e dell'uomo:
proibizione di discriminazioni secondo il sesso

La discriminazione contro la donna è una pietra angolare del mondo d'oggi. Nella maggior parte del mondo, alla donna sono ufficialmente e legalmente negati anche i più miseri diritti riconosciuti agli uomini. Nei paesi economicamente arretrati e laddove la religione e le vecchie tradizioni hanno forte influenza sulla struttura politica, amministrativa e culturale della società, l'oppressione della donna assume le forme più grossolane e odiose. Nei paesi avanzati, e anche nelle società dove, grazie ai movimenti per i diritti della donna e alle lotte socialiste operaie, la discriminazione sessuale è nettamente sparita dal testo della maggior parte delle leggi, la donna è ancora per tanti aspetti discriminata di fatto attraverso i meccanismi dell'economia capitalista e le esistenti tradizioni e credenze.

In sé, l'oppressione della donna non è un' invenzione del capitalismo. Comunque, il capitalismo ha reso questa detestabile eredità della storia una pietra angolare delle relazioni economiche e sociali contemporanee. Le radici della disuguaglianza della donna oggi vanno cercate non nelle credenze arcaiche e nell' eredità intellettuale e culturale di società estinte, nelle idee dei profeti e nelle religioni medievali, ma nella moderna e industriale società capitalista di oggi; in un sistema che vede la divisione sessuale nel processo di produzione come un importante fattore economico e politico per assicurare il profitto del capitale. Creare la flessibilità del lavoro nell' assumere e licenziare, introdurre divisioni, competizione e frizioni tra lavoratori, assicurare l'esistenza di settori più svantaggiati all'interno della classe operaia stessa, come maniera per schiacciare lo standard di vita della classe intera, distorcere la coscienza umana e di classe delle masse lavoratrici e risuscitare pregiudizi morti e sepolti - queste sono le benedizioni dell' oppressione della donna per il capitalismo contemporaneo e i pilastri dell'accumulazione capitalista oggi. A prescindere della disquisizione se il capitalismo in quanto tale sia intrinsecamente compatibile con l'eguaglianza della donna oppure no, il capitalismo alla fine del XX secolo specificamente si è basato su questa disuguaglianza e non cederà senza un'aspra e violenta resistenza.

Il partito comunista operaio lotta per la piena e incondizionata uguaglianza di donne e uomini. Le leggi e le misure principali che devono essere introdotte subito al fine di avviare l'eliminazione della discriminazione contro le donne sono:

1- Dichiarazione di piena e incondizionata uguaglianza di diritti per donne e uomini, eliminazione immediata di tutte le leggi e regole che violano questo principio.

2- Misure immediate per garantire la completa uguaglianza per donne e uomini nella partecipazione alla vita politica. Diritto incondizionato per le donne a prendere parte alle elezioni a qualunque livello e a essere titolare di qualunque posizione e ufficio - politico, amministrativo, giudiziario e così via. Eliminazione di ogni legge o regola che restringa il diritto delle donne a partecipare in maniera eguale alla politica e all' amministrazione.

3- Pieni ed eguali diritti e status per donne e uomini nella famiglia. Abolizione dei privilegi dell'uomo quale cosiddetto "capofamiglia", e stesura di eguali diritti e obblighi per uomo e donna riguardo la cura e la crescita dei figli, il controllo e la gestione delle finanze familiari, eredità, scelta della residenza, lavoro domestico, impiego professionale, divorzio, e in caso di separazione, custodia dei figli e divisione (e spettanze) della proprietà familiare. Proibizione del Ta'addod Zowjat (diritto islamico di matrimonio multiplo per gli uomini). Proibizione del Seegheh (affitto islamico della moglie). Abolizione di tutti gli obblighi schiavisti della moglie verso il marito sotto la legge islamica e le antiche tradizioni. Proibizione per il marito di avere rapporti sessuali con la moglie senza il suo consenso, anche senza che vi sia stata violenza. Tali casi, fardelli pesanti imposti alla donna, devono essere perseguiti come stupro. Proibizione dell'imposizione dei lavori domestici o dei doveri specificamente domestici alla donna nella famiglia. Imposizione di severe pene per l'abuso, l'intimidazione, la restrizione della libertà, la degradazione e il trattamento violento delle donne e delle minori nella famiglia.

4- Completa uguaglianza di donne e uomini nella vita economica e nell'impiego. Uguale applicazione delle leggi sul lavoro e la sicurezza sociale a donne e uomini. Salario eguale a lavoro simile, per donne e uomini. Abolizione di qualunque restrizione sul tipo di impiego permesso alle donne. Piena eguaglianza di donne e uomini su tutte le questioni connesse a salario, assicurazione, festività, orari di lavoro, turni, mansionario, inquadramento, promozioni e rappresentanza ai vari livelli. Rafforzamento di speciali regole e standard nelle imprese per permettere alle donne di avere un impiego sicuro e una carriera professionale, quali la proibizione di assegnare lavori pesanti e tantomeno licenziare donne in stato di gravidanza, e dotare il posto di lavoro di speciali infrastrutture che le donne necessitano. Sedici settimane di permesso per maternità e un anno per accudire la prole. Quest'ultimo va usato sia dalla donna che dall'uomo per loro accordo. Formazione di consigli d'ispezione e supervisione per monitorare l'applicazione da parte delle imprese di tali regolamenti.

Formazione di tribunali di pari opportunità con poteri per decretare sull'uguaglianza delle donne nell'impiego e sul posto di lavoro, statale o privato, commerciale o no. Procedimenti e severe pene per gli stabilimenti che infrangano il principio della assoluta uguaglianza di donne e uomini nell'impiego.

Centri e infrastrutture localmente accessibili e gratuiti come asili e club per bambini che, dato lo sproporzionato peso che il lavoro domestico e la cura dei bambini ha sulla donna oggi come oggi, facilitino l'ingresso delle donne nei diversi campi di attività extra-domestiche.

5- Abolizione di tutti i codici e usi culturali e morali restrittivi e retrogradi che impediscono e contraddicono l'indipendenza e la libera volontà della donna come eguale cittadino. Abolizione di ogni restrizione sui diritti della donna - single o sposata - di viaggiare e scegliersi il luogo di residenza a volontà, sia entro che fuori dal paese. Abolizione di tutte le leggi e regolamenti che restringano il diritto della donna nella scelta dell'abbigliamento, impiego e relazioni sociali. Proibizione di ogni forma di segregazione tra donne e uomini in luogo pubblico, stabilimento, assemblea, riunione e trasporto pubblico. Educazione mista a tutti i livelli. Proibizione dell'uso nella corrispondenza e nei discorsi ufficiali di titoli come Signorina, Signora, sorella o altri appellativi che definiscano la donna in base alla sua posizione nei confronti dell'uomo. Proibizione di interferenza da parte di ogni autorità, membri della famiglia o parenti, autorità ufficiali nella vita privata delle donne e nelle loro relazioni personali, emotive e sessuali. Proibizione di qualunque forma di trattamento degradante, maschilista, patriarcale, e iniquo delle donne nelle istituzioni pubbliche. Proibizione del riferimento al sesso negli avvisi di lavoro. Eliminazione di ogni riferimento alle donne pregiudizievole e degradante dai libri di testo e dal materiale educativo, e inclusione, al loro posto, di corsi speciali e materiale d'insegnamento sulla questione dell'uguaglianza della donna. Formazione di unità di supervisione e speciali dipartimenti della sicurezza per affrontare casi di persecuzione e discriminazione contro le donne.

6- Azione diretta da parte di rilevanti autorità statali per combattere il maschilismo e la cultura antifemminile nella società. Supporto e incoraggiamento ai gruppi non governativi per I diritti della donna.

 

Uguali diritti per tutti i residenti nel paese a prescindere dalla cittadinanza

1- Piena incondizionata uguaglianza per tutti i residenti in Iran, senza riguardo alla cittadinanza, in tutti i diritti e doveri legali, siano questi individuali, civili, politici, sociali, assistenziali.

2- Uguale applicazione delle leggi del lavoro e dell'assistenza sociale a tutti gli operai a prescindere dalla cittadinanza.

3- Rilascio di permessi di entrata, residenza, lavoro, carta assicurativa, ecc. a tutti i residenti in Iran che li richiedano.

 

Proibizione della discriminazione razziale

Il partito comunista operaio lotta risolutamente contro il razzismo e ogni forma di pregiudizio razziale. Non solo le leggi del paese dovrebbero proibire esplicitamente discriminazioni per razza, ma dovrebbe essere costantemente parte della politica estera enfatizzare l'opposizione alla discriminazione razziale ovunque nel mondo.

 

Eliminazione dell'oppressione nazionale

Il partito comunista operaio è per la completa fine della oppressione nazionale e di tutte le forme di discriminazione nazionale nelle leggi del paese e nelle politiche di governo. Il partito considera il nazionalismo, l'identità nazionale e l'orgoglio nazionale come nozioni retrograde e pericolose che negano l'identità umana universale delle persone e soffocano la causa dell'uguaglianza e della libertà. Il partito è fermo oppositore di qualunque classificazione della popolazione secondo la nazionalità e ogni definizione di identità nazionale per le persone. Esso è per edificare un sistema in cui tutti i residenti, a prescindere delle nazionalità, abbiano uguali diritti come membri della società, e dove nessuna discriminazione, in negativo o in positivo, venga esercitata sulla base di nazionalità.

Come principio generale, il partito comunista operaio rivendica che le persone di origine nazionale diversa vivano come liberi cittadini con eguali diritti entro più vaste entità nazionali. Questo rafforza i ranghi operai nella lotta di classe. Non di meno, in casi dove una storia di oppressione e conflitti nazionali ha reso difficile la coesistenza all'interno degli stati esistenti, il partito riconosce il diritto delle nazionalità oppresse, se tale è la loro scelta in un referendum diretto e libero, alla secessione e formazione di stati indipendenti.

 

La questione Kurda

Considerando la lunga storia di oppressione nazionale contro la popolazione kurda in tutti i paesi della regione, e la sanguinaria soppressione dei movimenti di protesta e le lotte per l'autonomia nel Kurdistan iraniano sia sotto il regime dello Shah che sotto il regime islamico, il partito comunista operaio, per principio, riconosce il diritto della popolazione kurda a separarsi dall'Iran e formare uno stato indipendente attraverso un libero referendum. Il partito condanna severamente ogni azione militare e violenta per prevenire l'esercizio di tale libera scelta. Il partito comunista operaio richiede l'immediata risoluzione della questione kurda in Iran per mezzo di un libero referendum nelle regioni abitate da kurdi nell'Iran occidentale sotto la supervisione di organismi internazionali riconosciuti. Tale referendum dovrebbe avvenire dopo il ritiro delle forze militari del governo centrale e un periodo di libera attività per tutti i partiti politici in Kurdistan per informare la gente dei loro programmi, posizioni, vedute.

Come regola, il partito comunista operaio in ogni momento favorirà la secessione del Kurdistan solo se è assai verosimile che tale percorso fornirà alle masse lavoratrici in Kurdistan diritti civili più progressisti e un ambiente economico e sociale più equo e più sicuro. La posizione ufficiale del partito verrà dunque decisa in sintonia con gli interessi della classe operaia nel suo insieme e della popolazione lavoratrice del Kurdistan specificamente, dopo una valutazione concreta della situazione in quel momento.

Il partito comunista operaio ritiene l'idea dell'autonomia kurda rivendicata dalle forze nazionaliste in Kurdistan non un passo avanti ma piuttosto una ricetta per la perpetuazione di identità nazionali kurde e non kurde all'intemo di un unico contesto nazionale. L'autonomia nazionale è condannata a rendere eterne e legittimare ufficialmente le divisioni nazionali, e porre lo scenario per la continuazione dei conflitti nazionali negli anni a venire.

Il partito comunista operaio considera invalido e illegale ogni piano sul futuro politico del Kurdistan, sia esso decisione unilaterale del governo oppure risultato di accordi tra governo centrale e partiti locali, introdotto senza l'esplicito consenso della stessa popolazione del Kurdistan in un referendum libero e aperto.

 

 

Norme sociali e culturali moderne e progressiste

 

Religione, nazionalità, etnia

Coabitazione, famiglia, matrimonio, divorzio

Diritti dei bambini

Relazioni sessuali

Aborto

La battaglia contro la tossicodipendenza e il traffico di droga

Lotta alla prostituzione

Princìpi processuali

Diritti dell'accusato e della difesa

Abolizione della pena di morte

Rispetto per la dignità della persona

I mass media

Lingue nazionali e locali

Cambiare l'alfabeto Farsi

 

Le norme e le pratiche politiche ed amministrative nella società dovrebbero essere moderne, laiche e progressive. Ciò richiede di ripulire completamente lo stato e l'amministrazione da religione, etnicismo, nazionalismo, razzismo, e da ogni ideologia e istituzione che contraddica l'assoluta eguaglianza di tutti nei diritti civili e di fronte alla legge, o soffochi la libertà di pensiero, di critica e di ricerca scientifica. Religione e nazionalismo sono per loro natura tendenze discriminatorie e reazionarie, incompatibili con il progresso e la libertà umana. In particolare la religione, anche se rimane affare privato dell'individuo, è una barriera all'emancipazione e allo sviluppo umano.

La costituzione di uno stato e un sistema politico moderno e laico è appena il primo passo verso la completa emancipazione dalla bigottismo e dai pregiudizi religiosi, nazionali, etnici, razziali, sessuali.

Il partito comunista operaio chiede che entri immediatamente in vigore quanto segue:

 

Religione, nazionalità, etnia

1- Libertà di religione e di ateismo. Completa separazione della religione dallo stato. Omissione di tutte le nozioni e riferimenti religiosi e ispirati alla religione da tutte le leggi. La religione venga dichiarata questione privata dell'individuo. Rimozione di ogni riferimento nelle leggi, nelle carte d'identità e nei documenti ufficiali alla religione della persona. Proibizione di ascrivere le persone, individualmente o collettivamente, a qualunque gruppo etnico o religioso in documenti ufficiali, nei media e così via.

2- Completa separazione della religione dall'educazione. Proibizione dell'insegnamento di concetti religiosi e dogmi, di interpretazioni religiose di qualunque materia nelle scuole e nelle strutture educative. Ogni legge e regolamento che trasgredisca il principio dell'educazione laica non religiosa deve essere immediatamente abolito.

3- Proibizione di ogni tipo di sussidio finanziario, materiale o morale da parte dello stato o delle istituzioni statali alla religione e alle attività religiose, istituti e sette. Lo stato ha il dovere di sradicare la religione dalle diverse sfere della vita sociale con mezzi informativi e innalzando il pubblico livello di educazione e conoscenza scientifica. Omissione di ogni tipo di riferimento nel calendario ufficiale a date e occasioni religiose.

4- Proibizione di cerimonie religiose violente e inumane. Proibizione di ogni forma di attività religiosa, cerimonia o rituale che sia incompatibile con i diritti civili e le libertà delle persone e il principio della uguaglianza di tutti. Proibizione di ogni forma di manifestazione religiosa che disturbi la pace e la sicurezza delle persone. Proibizione di ogni forma di cerimonia o comportamento religioso che sia incompatibile con le leggi e i regolamenti riguardanti salute, igiene, ambiente, e prevenzione di violenze e crudeltà su animali.

5- Protezione dei ragazzi e dei minori di sedici anni da ogni forma di manipolazione materiale e spirituale da parte delle religioni e delle istituzioni religiose. Proibizione dell'adescamento di minori di sedici anni in sette religiose, cerimonie e luoghi religiosi.

6- Tutte le denominazioni religiose e le sette vanno registrate ufficialmente come imprese private. Sottoporre gli impianti religiosi a leggi e regolamenti d'impresa. Consultazione, da parte delle autorità legali, dei libri e conti e transazioni degli organismi religiosi. Sottoporre tali istituzioni alle leggi di tassazione che si applicano alle altre imprese d'affari.

7- Proibizione di ogni coercizione fisica o psicologica per essere accettati da un gruppo religioso.

8- Proibizione di usanze religiose, etniche, tradizionali, locali, ecc. che infrangano i diritti delle persone, uguaglianza e libertà, il loro godimento dei diritti civili, culturali, politici, economici riconosciuti per legge, e la loro libera partecipazione nella vita sociale.

9- Confisca e riappropriazione di tutte le proprietà, ricchezze e costruzioni che i governi religiosi hanno acquisito con l'uso della forza o tramite lo stato e fondazioni varie sotto il regime islamico. Queste vanno consegnate nelle mani di organismi popolarmente eletti per il pubblico beneficio.

10- Proibizione di ascrivere individui o gruppi a una particolare nazionalità, in pubblico, nei media, negli uffici, e così via senza il loro esplicito consenso.

11- Omissione di ogni riferimento alla nazionalità della persona in carte d'identità, documenti ufficiali, e affari ufficiali.

12- Proibizione di incitamento all'odio religioso, nazionale, etnico, razziale, o sessuale. Proibizione a formare organizzazioni politiche che ufficialmente e apertamente proclamino la superiorità di un gruppo su altri sulla base della loro nazionalità, etnia, razza, religione, o sesso.

Coabitazione, famiglia, matrimonio, divorzio

1- Diritto per ogni coppia di persone di almeno sedici anni di età di vivere insieme per loro stessa scelta. Ogni forma di coercizione di individui da parte di qualunque persona o autorità nella scelta del partner, nella coabitazione (o matrimonio) o nella separazione (o divorzio) è vietata.

2- Una semplice registrazione è sufficiente affinché la coabitazione sia riconosciuta ufficialmente e sia coperta dalle leggi sulla famiglia, se le parti così vogliono. Laicizzazione del matrimonio. Divieto di rituali e recite religiose alle cerimonie statali per la registrazione del matrimonio. Tenere o meno cerimonie speciali, siano religiose o laiche, per il matrimonio non influisce sulla sua validità o status di fronte alla legge.

3- Proibizione di ogni forma di transazione finanziaria nel matrimonio, come fissare Mehriyye, Shirbaha, Jahhizieh (diverse forme di pagamenti in denaro e in natura dalle due parti), e così via, come termini e precondizioni del matrimonio.

4- Proibizione del Ta'addod Zowjat (diritto islamico di matrimonio multiplo per gli uomini) e del Seegheh (affitto islamico della moglie).

5- Eguali diritti per la donna e per l'uomo nella famiglia, nella scelta della residenza, nella cura e nell'educazione dei figli, nelle decisioni riguardanti la proprietà e le finanze della famiglia, e in tutte le materie concernenti la coabitazione. Abolizione dello speciale status dell'uomo come capo famiglia in tutte le leggi e regolamenti, e diritti uguali per donna e uomo nella supervisione degli affari della famiglia.

6- Diritto incondizionato alla separazione (divorzio) per donna e uomo. Eguali diritti e obblighi per la donna e l'uomo nella custodia e cura dei figli dopo la separazione.

7- Pari diritti dei partner durante la separazione rispetto alla proprietà e alle risorse che sono state acquisite o usate dalla famiglia durante la coabitazione.

8- Abolizione del trasferimento automatico del nome di famiglia paterno ai figli. La decisione sul cognome della prole va lasciata al mutuo accordo tra i genitori. Se non viene raggiunto un accordo, il figlio o la figlia prende il cognome della madre. I riferimenti ai nomi dei genitori vanno omessi dalle carte d'identità e dagli altri documenti d'identità ufficiali, come il passaporto, la patente di guida, eccetera.

9- Supporto materiale e morale dallo stato ai genitori singoli. Speciale supporto alle madri che si sono separate o i cui figli siano nati al di fuori del matrimonio, di fronte alle difficoltà economiche o alle pressioni reazionarie, culturali ed etiche.

10- Abolizione di tutte le leggi e regole anacronistiche e reazionarie che trattano come un crimine la relazione sessuale di uomini o donne con persone che non siano i rispettivi coniugi.

 

Diritti dei bambini

1- Diritto di ogni bambino a una vita felice, sicura e creativa.

2- La società ha la responsabilità di assicurare il benessere ad ogni bambino senza riguardo ai mezzi e alle condizioni della sua famiglia. Lo stato è obbligato a fornire uno standard di vita e di opportunità di sviluppo ai bambini che sia uniforme e quanto più elevato possibile.

3- Indennità e servizi sanitari, educativi, e culturali, gratuiti per assicurare un elevato standard di vita per bambini e giovani senza tener conto delle condizioni della famiglia.

4- Porre tutti i bambini senza famiglia o cure familiare sotto la tutela dello stato, e provvedere alla loro vita ed educazione in centri moderni, accurati, progressisti e ben equipaggiati.

5- Creazione di asili moderni e ben forniti per assicurare che tutti i bambini siano inseriti in un ambiente educativo e sociale creativo a prescindere dalle condizioni familiari.

6- Uguali diritti per tutti i bambini, siano essi nati dentro o al di fuori del matrimonio.

7- Divieto di impiego professionale per bambini e giovani minori di sedici anni.

8- Proibizione dell'abuso dei bambini a casa, a scuola e nella società in genere. Stretta proibizione di pene corporali. Divieto di assoggettare i bambini a pressioni psicologiche e intimidazioni.

9- Decisa azione legale contro l'abuso sessuale dei bambini. L'abuso sessuale dei bambini deve essere condannato come crimine grave.

10- Procedimento penale e condanna di chiunque, in qualunque modo e sotto qualunque pretesto, impedisca a bambini e bambine di godere dei loro diritti civili e sociali, come l'educazione, la ricreazione, e la partecipazione nelle attività sociali dell'infanzia.

 

Relazioni sessuali

1- La relazione sessuale libera e consensuale è un innegabile diritto di chiunque abbia raggiunto l'età del consenso. L'età legale del consenso sia per donne che per uomini è di quindici anni. Rapporti sessuali di adulti (cioè persone oltre l'età del consenso) con persone non adulte, anche se consensuale, è illegale e la parte adulta è perseguita dalla legge.

2- Tutti gli adulti, donne o uomini, sono completamente liberi di decidere sulla loro relazione sessuale con altri adulti. La volontaria relazione di adulti tra loro è loro affare privato e nessuna persona o autorità ha il diritto di sottoporla a scrutinio, interferirvi o renderla pubblica.

3- Chiunque, specialmente giovani e adolescenti, deve ricevere l'educazione sessuale, e istruzioni sui metodi contraccettivi e sesso sicuro. L'educazione sessuale deve essere parte obbligatoria nei corsi di scuola superiore. Lo stato è responsabile di accrescere rapidamente la consapevolezza scientifica della popolazione su materie sessuali e i diritti dell' individuo nella relazione sessuale, tramite la pubblicità dell'informazione, avviare cliniche e servizi di informazione accessibili a tutti gli interessati, speciali programmi radio e TV, e tutti gli altri metodi efficaci.

4- I contraccettivi, VD e simili devono essere liberamente e facilmente disponibili a tutti gli adulti.


Aborto

Pochi fenomeni come l'aborto, cioè la deliberata eliminazione dell'embrione umano a causa di pressioni economiche e culturali, mostrano l'intimo valore della vita umana nel sistema attuale e l'incompatibilità della società di classe esistente e le sue relazioni di sfruttamento con la vita e il benessere umano. L'aborto è il testimone dell'autoalienazione delle persone e la loro vulnerabilità di fronte alle sofferenze e privazioni che la società classista esistente impone loro.

Il partito comunista operaio è contrario all'atto dell'aborto. Il partito si batte per la creazione di una società dove nessuna pressione o condizione spinga le persone ad eseguire o accettare un tale atto. Allo stesso tempo, fin quando circostanze avverse effettivamente spingono un gran numero di donne a ricorrere ad aborti clandestini, il partito comunista operaio al fine di prevenire l'abuso da approfittatori e assicurare protezione della salute della donna richiede l'introduzione delle seguenti misure:

1- Legalizzazione dell'aborto fino alla dodicesima settimana di gravidanza.

2- Aborto dopo la dodicesima settimana legalmente permesso se la salute della madre è in pericolo (fino al tempo in cui il parto cesareo e la salvezza del feto è possibile data l'esperienza medica più avanzata). Tali casi vanno accertati dalle autorità mediche competenti.

3- Ampie infrastrutture gratuite a disposizione per test di gravidanza. Istruire le persone sul loro uso al fine di assicurare una rapida individuazione di gravidanze indesiderate.

4- Cura gratuita, aborto e postaborto, in cliniche provviste di licenza da parte di ginecologi.

5- La decisione dell'aborto spetta alla donna soltanto. Lo stato ha il dovere, comunque, di informarla prima della decisione definitiva, degli argomenti dissuasivi e delle raccomandazioni delle autorità scientifiche e dei consulenti sociali come anche degli impegni finanziari, materiali e morali dello stato nei confronti di lei e del nascituro.

Per ridurre il numero di aborti, il partito comunista operaio chiede inoltre l'introduzione delle seguenti misure urgenti per prevenire gravidanze non volute e liberare la donna da pressioni economiche, culturali e morali:

1- Vasta educazione sessuale sui contraccettivi e sull'importanza della questione. Servizi di assistenza ampiamente accessibili.

2- Vasta e gratuita disponibilità di contraccettivi.

3- Allocazione di adeguati fondi e risorse per aiutare le donne che stanno prendendo in considerazione l'aborto a causa di condizioni economiche. Lo stato dovrebbe accentuare l'aspetto del suo dovere e della sua preparazione a prendersi cura del nascituro qualora la madre decida di partorire.

4- Risolute campagne contro quei pregiudizi e quelle pressioni morali che portano le donne ad abortire. Attivo supporto dello stato alle donne contro tali pressioni, pregiudizi e intimidazioni.

5- Campagna contro le attitudini ignoranti, maschiliste, arretrate che soffocano la crescita della coscienza sessuale delle persone e, specificamente, impediscono il largo uso da parte di donne e dei giovani dei contraccettivi e di quant'altro per un sesso sicuro.

La battaglia contro la tossicodipendenza e il traffico di droga

1- Stretta proibizione di vendita e acquisto di narcotici, azione penale e sentenze severe per coloro che sono responsabili della produzione illecita e del traffico di droga.

2- Aiutare la battaglia contro la tossicodipendenza eliminando il terreno sociale ed economico che spinge le persone alla droga, proteggere i tossicodipendenti da spacciatori e reti di narcotraffico.

3- Decriminalizzazione della vita dei tossicodipendenti.

 

Aiutare chi fa uso di droga tramite:

a. Creazione di cliniche statali che vengano incontro ai bisogni di chi fa uso di droghe a condizione che essi siano d'accordo a partecipare a programmi di riabilitazione.

b. Legalizzazione del possesso di alcune droghe in quantità necessaria all'uso personale. Siringhe e aghi ipodermici gratuiti da mettersi a disposizione tramite farmacie e cliniche a tutti coloro che li necessitino per proteggere chi fa uso di droghe da malattie come l'AIDS, l'epatite, e per contenere la diffusione di tali malattie.

c. Proibizione di qualunque forma di esilio, incarcerazione o isolamento di chi faccia uso di droghe sulla base della loro dipendenza. La tossicodipendenza in sé non è un crimine.

 

Lotta alla prostituzione

Lotta attiva alla prostituzione eliminandone il terreno economico, sociale e culturale, e decisa azione contro le reti che organizzano la prostituzione, il racket, i protettori.

Stretto divieto di organizzare la prostituzione, accordi, contratti, e sfruttamento del lavoro della prostituzione.

Decriminalizzazione della vita e del lavoro di chi si prostituisce. Aiutare costoro a riconquistare la loro dignità sociale, la loro autostima e liberare le loro vite da reti e bande criminali, tramite:

1- Legalizzare la vendita di sesso come lavoro autonomo. Estendere la protezione della legge e delle autorità di sicurezza a chi si prostituisce contro la mafia, il racket, gli estortori, i ruffiani, ecc.

2- Rilascio di permessi di lavoro a coloro i quali lavorano come prostituti o prostitute autonomi. Mantenere alto il loro prestigio e onorabilità come rispettabili membri della società, e aiutarli a costituire la propria struttura sindacale.

3- Speciali servizi medici, terapeutici e preventivi, gratuiti a coloro che si prostituiscono per proteggerli da malattie e danni derivanti dall'impiego in tale professione.

4- Coerente lavoro educativo, incoraggiamento e aiuto pratico da parte di organi responsabili dello stato per agevolare chi si prostituisce ad abbandonare la prostituzione e ricevere una formazione per lavorare in altri campi.


Principi processuali

1- L'accusato è innocente a meno che non ne sia provata la colpevolezza.

2- I processi devono aver luogo in condizioni eque, liberi da pregiudizi e provocazioni. Il luogo svolgere il processo, giudice e composizione della giuria devono essere fissati in modo da assicurare tali condizioni.

3- L'accusato e i suoi difensori hanno il diritto di conoscere e studiare tutte le prove, indizi e testimoni dell'accusa o del querelante prima del processo.

4- Il verdetto della corte è appellabile, almeno una volta, da parte dell'accusato, dell'accusa o da entrambe le parti interessate all'azione legale.

5- Divieto di fomentare preconcetti pubblici sul processo e sulle persone coinvolte mentre il processo è in corso.

6- Divieto di procedere in circostanze in cui la pressione della pubblica opinione abbia negato o compromesso le possibilità di un giudizio imparziale.

7- La testimonianza della polizia ha lo stesso peso di quella di altri testimoni.

8- Giudici e corte devono essere totalmente indipendenti dal processo di indagine preliminare e del rinvio a giudizio. Per correttezza legale, le procedure di indagine devono essere supervisionate e approvate da speciali giudici.

9- Nelle leggi penali, abuso e violazione della persona, fisicamente e moralmente, violenza contro i bambini, i crimini cosiddetti passionali commessi contro le donne, violenza domestica, crimini d'odio contro specifici gruppi di persone, e crimini comprendenti violenza e intimidazione in generale, devono essere trattati come offese molto più gravi della violazione dei diritti di proprietà e della ricchezza, sia statale che privata. Pene vendicative e cosiddette esemplari devono essere sostituite da pene a intento correttivo e che proteggano la società dal ripetersi del crimine.

 

Diritti dell'accusato e della difesa

1- Un individuo può essere detenuto per un massimo di 24 ore senza essere accusato. Il luogo della detenzione non deve essere in una prigione, ma una parte degli edifici usati dalle autorità di sicurezza a ciò adibita..

2- Prima dell'arresto, i fermati devono essere messi a conoscenza dei loro diritti.

3- Chiunque ha il diritto di chiamare un avvocato o e dei testimoni del proprio arresto e dell' interrogatorio. Chiunque ha il diritto di fare due telefonate al proprio avvocato o ai parenti, o a chiunque desideri, entro la prima ora di detenzione.

4- Le autorità di sicurezza non hanno il diritto, prima di accusare una persona, di prendere impronte digitali o fotografie dell'individuo o effettuare check medici o test del DNA senza il suo permesso.

5- In stato di arresto, il parente più prossimo del fermato, o chiunque altro di sua decisione, deve essere immediatamente informato della detenzione.

6- Atti di tortura, intimidazione, umiliazione o pressione psicologica contro i fermati, gli accusati, o i detenuti sono strettamente vietati e condannati come crimine grave.

7- Proibito ottenere una confessione per mezzo di minaccia o istigazione.

8- Resistenza pacifica all'arresto, tentativo pacifico di fuga dalla prigione, o evadere l'arresto non sono di per sé dei crimini.

9- Le autorità di sicurezza non hanno il diritto di investigare o ricercare persone o entrare nelle loro abitazioni private senza il loro permesso o l'autorizzazione di competenti autorità giudiziarie.

10- L'ufficio del pubblico ministero, i laboratori di medicina legale e i tecnici responsabili dell'esame delle prove fisiche devono essere indipendenti dagli organi di sicurezza. Tali istituti lavorano direttamente sotto l'autorità giudiziaria.

11- Il tribunale delle denunce alla polizia deve essere indipendente dalle autorità di polizia e di sicurezza. I risultati del tribunale devono essere resi pubblici.

12- Archivi e informazioni tenute dai corpi di sicurezza su ogni individuo devono essere prontamente accessibili allo stesso per poterli studiare.

13- I prigionieri sono coperti dalle leggi sul lavoro e dalle leggi generali dell'assistenza sociale e della sanità.

14- Le prigioni devono essere amministrate da istituzioni indipendenti da polizia e organi di sicurezza, e sotto la diretta supervisione dell'autorità giudiziaria.

15- Gli ispettori eletti hanno il diritto di visitare prigioni come considerano opportuno e senza avviso.



Abolizione della pena di morte

La pena di morte deve essere immediatamente abolita. L'esecuzione o ogni altra forma di pena che comporti violazione del corpo (mutilazione, punizioni corporali, ecc.) è vietata in qualunque circostanza. L'ergastolo va anch'esso abolito


Rispetto per la dignità della persona

1- Divieto di classificare, apertamente o implicitamente, la dignità e il valore sociale delle persone sulla base del rango, della posizione, della religione, nazionalità, cittadinanza, sesso, livello di reddito, apparenza, connotati fisici, educazione, e così via.

2- Divieto di calunnia e diffamazione.

3- Divieto di effettuare esperimenti medici, farmaceutici o ambientali, e test su individui, senza che ne siano a conoscenza e acconsentano espressamente. Divieto di qualunque violazione dell'integrità fisica della persona (come sterilizzazione, rimozione o trapianto di organi e arti, manipolazione genetica, aborto, circoncisione, e così via) senza che la persona ne sia a conoscenza e dia il suo consenso.

4- Divieto di usare titoli e appellativi accademici, religiosi, statali o militari (come generale, ayatollah, dottore, reverendo, e così via) al di fuori dell'ambiente professionale adeguato. Nelle comunicazioni ufficiali e di stato ad ogni persona va fatto riferimento soltanto per nome e cognome. Divieto di usare titoli e termini spregiativi nella descrizione dei vari gruppi sociali, da parte di qualunque autorità o istanza, statale o privata.

5- Divieto di distinzione di sezioni di prima e seconda classe, deluxe e standard, ecc. nei trasporti pubblici, ferrovie, aerolinee, hotel statali, centri per la vacanza e il tempo libero, e così via. Tali servizi devono essere a disposizione di tutti a uno standard uniforme e quanto più elevato possibile.

 

I mass media

Pubblico accesso alla stampa popolare e ai mezzi di comunicazione. Creazione di reti radio e TV pubbliche, e condivisione del tempo di trasmissione tra le varie organizzazioni e associazioni, quali i consigli, i partiti, le società, ecc. Abolizione totale della censura sui media - politica o quant'altro.

 

Lingue nazionali e locali

Divieto di lingua ufficiale obbligatoria. Lo stato può designare una delle attuali lingue nel paese come la lingua principale dell'amministrazione e dell'educazione, provvedendo che chi parla le altre lingue goda delle necessarie infrastrutture nella vita politica, sociale e educativa e che sia protetto il diritto di ognuno di usare la propria lingua madre in tutte le attività sociali e di far uso di tutte le strutture pubbliche.

 

Cambiare l'alfabeto Farsi

Al fine di colmare il gap che separa la società iraniana dalle frontiere del progresso scientifico, industriale e culturale del mondo d'oggi, e al fine di aiutare la gente a trarre beneficio dai risultati di tale progresso e prendere maggiormente parte attiva in essa, l'alfabeto Farsi ufficiale deve essere sistematicamente cambiato in alfabeto Latino.

Il partito chiede anche:

1- La lingua inglese deve essere insegnata dalle prime classi al fine di rendere questa la lingua prevalente nell'educazione e nell'amministrazione.

2- Il calendario occidentale (il calendario ufficialmente in uso internazionalmente oggi) deve essere ufficialmente riconosciuto e va usato nei documenti ufficiali insieme al calendario locale.

 

Leggi del lavoro e assistenza sociale

Fin quando il capitale dominerà la società umana, fin quando le persone dovranno vendere la propria forza-lavoro ai proprietari dei mezzi di produzione e lavorare per il capitale per poter vivere, e fin quando il sistema del lavoro salariato e la compravendita di forza-lavoro umana sopravviverà, nessuna legge lavorativa, non importa quante clausole contenga in favore dei lavoratori, sarà una legge del lavoro veramente libera - una legge operaia del lavoro. La vera legge operaia del lavoro è l'abolizione del sistema salariato e la creazione di una società in cui tutti contribuiscono, volontariamente e secondo le proprie capacità, alla produzione delle necessità e del benessere di tutti, e dividono i prodotti del loro sforzo collettivo secondo i loro bisogni.

Comunque, fin quando il sistema salariale esiste, il movimento comunista operaio punta a imporre ai rapporti di lavoro e alla legislazione lavorativa in questo sistema, condizioni tali da assicurare il livello più elevato possibile di benessere e le migliori condizioni lavorative per i lavoratori, proteggere la classe operaia e la popolazione nel suo complesso dalle conseguenze distruttive del sistema del lavoro salariato. In questa lotta il comunismo operaio punta inoltre all'introduzione di pratiche e standard di impiego che aiutino a innalzare la coscienza degli operai come classe, la loro organizzazione, la loro lotta.

Le leggi lavorative e dell'assistenza sociale, come tutti i diritti e doveri dei cittadini, vanno applicate ai lavoratori stranieri e agli altri stranieri residenti nel paese, senza alcuna eccezione. Il partito comunista operaio vuole diritti uguali per tutti i lavoratori senza guardare alla cittadinanza, nazionalità, religione, sesso e così via. Le richieste principali del partito riguardanti la legislazione lavorativa e sociale sono le seguenti:

Legislazione lavorativa

Assistenza e previdenza sociale

 

Legislazione lavorativa

 

1- Piena e incondizionata libertà di organizzazione dei lavoratori.

2- Libertà di sciopero completa e incondizionata. Gli scioperi non richiedono il permesso preventivo dello stato o di qualsivoglia autorità statale. Pagamento completo del salario durante il periodo di sciopero. Uguale diritto di accesso ai mezzi di informazione per gli scioperanti per esporre il loro caso e rispondere alle obiezioni dello stato e dei padroni. Illegale vietare lo sciopero sotto pretesti quali "interessi patriottici e nazionali", "stato d'emergenza", "guerra", ecc.

3- Divieto di impiegare crumiri, polizia, personale militare per sostituire gli scioperanti, in qualunque impresa, statale o privata.

4- Diritto dei lavoratori di interrompere il lavoro mentre vengono trattati i loro reclami riguardo azioni dei padroni o dei loro funzionari, questioni di sicurezza o imprevisti problemi sul posto di lavoro.

5- Libertà di picchetto. Libertà per tutti di schierarsi nel picchetto, siano essi dipendenti dell'impresa coinvolta o no.

6- Immediata introduzione di una settimana lavorativa di trenta ore come massimo (cinque giorni lavorativi da sei ore), di venticinque nelle occupazioni pesanti, e riduzioni regolari nell'orario di lavoro ogni cinque anni. Includere nelle ore di lavoro il tempo impiegato per la pausa pranzo, gli spostamenti da casa, il tempo doccia, le classi di studio, la formazione tecnica e le ore di assemblea generale.

7- Due giorni consecutivi di riposo nella settimana. I week-end vanno cambiati in sabato e domenica (attualmente è venerdì) per conformarsi allo standard della maggior parte dei paesi, specialmente di quelli industrialmente avanzati. Ferie annuali di trenta giorni al minimo. Brevi permessi d'emergenza, in aggiunta alle feste annuali, e senza riduzione della paga, per far fronte a problemi personali non previsti. Opportunità per le donne di avere due giorni di riposo durante il periodo mestruale.

8- Divieto di straordinario. La paga normale operaia dovrebbe essere a un livello tale che nessun lavoratore sia forzato a fare straordinario per necessità economiche.

9- Primo maggio festa pubblica, come Giorno Internazionale degli Operai.

10- Otto marzo festa pubblica, come Giorno Internazionale delle Donne.

11- Divieto di lavoro a cottimo, come lavoro a pezzo o a contratto.

12- Salario minimo, fissato dai rappresentanti operai.

13- Scala mobile sul salario minimo proporzionale all'inflazione.

14- Determinare l'aumento minimo annuale dei livelli salariali tramite una contrattazione collettiva a livello nazionale tra rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori e rappresentanti del padronato e dello stato.

15- A lavoro uguale, paga uguale, sia per la donna che per l'uomo.

16- Divieto di pagare salari in natura. Divieto di ritardare il pagamento del salario. Divieto di multe o qualunque forma di deduzione dalla paga sotto qualsiasi pretesto. Pagamento del salario per assenze valide, per i periodi di malattia e convalescenza, per gli scioperi. o altri fermi della produzione per ragioni varie o a causa delle azioni del padrone.

17- Proibizione di collegare la paga operaia a condizioni o fattori che non siano l'atto lavorativo in sé (come aumento della produzione, produttività, disciplina, obiettivi, ecc.). La paga deve essere in una soluzione, come salario.

18- Proibizione del lavoro minorile. Divieto di impiego professionale di ragazzi e giovani sotto i sedici anni.

19- Divieto di assegnare lavori pesanti a donne in stato di gravidanza, o a lavoratori la cui salute sarebbe a rischio a causa delle loro specifiche condizioni fisiche. Diritto per ogni lavoratore di rifiutarsi di svolgere un lavoro che consideri essere fisicamente o mentalmente dannoso.

20- Proibizione del licenziamento. Paga intera, allo stesso livello della ultima paga ricevuta, ai lavoratori di quelle imprese che abbiano chiuso, fino al conseguimento di un nuovo impiego. Lo stato ha la responsabilità di trovare un impiego comparabile a quei lavoratori che hanno perso il lavoro perché l'impresa ha chiuso i battenti. Nuova formazione vocazionale, finanziata dallo stato, per i lavoratori la cui professione o genere di lavoro sia divenuta obsoleta per i cambiamenti tecnologici.

21- Adeguata indennità di disoccupazione, secondo l'ultima paga ricevuta, per ogni disoccupato oltre i sedici anni che sia pronto a lavorare. Adeguata indennità di disoccupazione e altre necessarie indennità per tutti coloro che per ragioni fisiche o psicologiche sono inabili al lavoro.

22- Abbassamento dell'età pensionabile a 55 anni per donne e uomini, oppure dopo 25 anni di lavoro (18 nelle occupazioni usuranti). Pagamento di una pensione equivalente alla più alta paga ricevuta. Miglioramenti delle pensioni in linea con la crescita generale del livello dei salari.

23- Assicurare un ambiente di lavoro sicuro e salubre e minimizzare i rischi lavorativi, senza riguardo ai costi, tramite l'applicazione delle risorse e dei dispositivi più avanzati che ci siano al mondo. Osservatorio medico regolare e check-up contro i rischi e le malattie professionali, tramite strutture mediche indipendenti dal padronato, e finanziate dai padroni e dallo stato.

24- Piena assicurazione dei lavoratori contro infortuni e danni dovuti al lavoro, accadano essi all'interno o fuori dal posto di lavoro e senza che il lavoratore debba provare la negligenza del padrone o della direzione. Piena pensione ai lavoratori divenuti inabili a seguito di danneggiamenti risultanti dal lavoro.

25- Formazione di consigli di arbitrato e di decisione con membri eletti dai lavoratori.

26- È compito dei rappresentanti eletti dai lavoratori scrivere e far rispettare le regole interne dei posti di lavoro e delle unità economiche e produttive.

27- Formazione di commissioni ispettive operaie per supervisionare l'applicazione corretta della legge lavorativa in tutti i posti di lavoro, compresi i servizi domestici, e in tutti gli impianti in ogni parte del paese.

28- Obbligo per il padrone di consultarsi con i rappresentanti dei lavoratori per ogni decisione che alteri in modo sostanziale i metodi, l'orario, il posto di lavoro, e il numero di occupati.

29- Diritto dei rappresentanti dei lavoratori di ispezionare i libri dell'impresa in cui lavorano. Il padrone è obbligato a fornire ai lavoratori ogni informazione di cui abbiano bisogno nel corso dell'ispezione.

 

Assistenza e previdenza sociale

Il partito richiede e si impegna a ottenere:

1- Pagamento dell'indennità di disoccupazione, equivalente al salario minimo ufficiale, a ogni disoccupato che abbia compiuto l'età legale.

2- Pagamento della pensione statale, equivalente al salario minimo ufficiale, a ogni persona che abbia superato i 55 anni di età e non abbia una pensione di anzianità.

3- Mettere sotto la tutela dello stato tutti i bambini e i minori di sedici anni la cui sussistenza e benessere non siano appropriatamente curati dalla famiglia.

4- Sanità gratuita e per tutti. Check-up regolari e vaccinazione completa dell'infanzia. Dieta adeguata e appropriata da garantire a tutti i bambini senza tener conto del reddito, della religione, del luogo di residenza, ecc. della famiglia. Sradicare le malattie infettive ed epidemiche che sorgono in ambienti inquinati e malsani. Esame regolare di tutti contro le malattie cardiache, i tumori comuni e le infermità la cui diagnosi tempestiva è essenziale per un trattamento efficace. Innalzamento drastico degli standard della salute pubblica e della coscienza sanitaria pubblica. Espansione e organizzazione delle risorse mediche e terapeutiche in modo che sia per tutti facile accedere immediatamente a un dottore, alla medicina, al trattamento.

5- Educazione universale obbligatoria e gratuita fino ai sedici anni. Educazione superiore gratuita e universale (università e specializzazioni). Adeguate indennità [presalario] per gli studenti. Sradicare l'analfabetismo, ed elevare continuamente il pubblico livello dell'educazione e della consapevolezza tecnico-scientifica. L'educazione è il diritto di tutti, e l'accesso delle persone all'educazione e alla formazione deve essere completamente indipendente dal reddito familiare.

6- Alloggio garantito a tutti e confortevole, in termini di spazio, igiene, sicurezza e servizi (elettricità, acqua calda, servizi igienici nell'edificio, aria condizionata, riscaldamento, connessione a reti telefoniche e TV, e accesso ai servizi pubblici locali). I costi dell'abitazione non devono eccedere il 10% del reddito individuale o familiare; ogni costo extra va coperto tramite sussidi statali. Essere senza alloggio o dover vivere in alloggi mediocri non ottempera le leggi e le autorità statali sono obbligate per legge a fornire alloggio confortevole a ogni cittadino immediatamente.

7- Istallare speciali centri di servizio, come centri di cura giornaliera, asili, dopolavoro, ristoranti self-service, lavanderie moderne, ecc. sul territorio e in centri residenziali per alleviare il peso del lavoro domestico e facilitare la partecipazione di tutti alle attività sociali.

8- Creazione di strutture gratuite per lo sport, l'arte e la cultura (palestre, teatri e laboratori, biblioteche) territoriali con formatori e istruttori.

9- Fornire le strutture necessarie per l'attiva partecipazione dei disabili in tutte le aree della vita sociale. Fornire equipaggiamento e strutture speciali per chi è fisicamente disabile, nei posti pubblici, sulle strade, in aree residenziali, ecc. Fornire gratuitamente la strumentazione tecnica e i dispositivi di supporto necessari per facilitare la vita quotidiana del disabile.

10- Creare infrastrutture e impianti di servizio per venire incontro ai bisogni delle persone anziane e per migliorare loro la qualità della vita. Fornire risorse e strutture necessarie per aiutare le persone anziane a continuare a partecipare attivamente e creativamente alla vita sociale.

11- Creare una rete urbana gratuita di trasporti (autobus e metro).

12- Estendere la copertura dei servizi urbani (elettricità, acqua, telefono, strutture educative, mediche e culturali, ecc.) alle zone rurali, ed eliminare la disparità nel benessere tra campagna e città.


Relazioni internazionali

Il Partito Comunista Operaio d'Iran sottolinea i seguenti princîpi come base della politica governativa nelle relazioni internazionali:

1- Abolizione della diplomazia segreta. Sottomettere la politica estera e le misure diplomatiche alle leggi e decisioni dei corpi legislativi eletti dal popolo.

2- Solidarietà materiale e morale con la classe operaia e i movimenti socialisti e tutti i movimenti sociali nei diversi paesi che lottano per diritti e libertà simili a quanto contenuto in questo Programma. Esercitare pressioni politiche e diplomatiche su tutti i regimi che negano ai propri cittadini i diritti civili e individuali basilari.

3- Aiuto a instaurare e rafforzare organismi internazionali che rappresentino la libera volontà degli esseri umani e che puntino a promuovere diritti e benessere della gente in tutto il mondo. Lavorare per l'abolizione di tutti gli organi, patti, istituzioni imperialiste internazionali che violano l'eguaglianza e la libera volontà della popolazione dei diversi paesi del mondo.

4- Allocazione permanente di una parte delle risorse umane, tecniche, professionali del paese all'obiettivo di sviluppare la vita economica e culturale della popolazione nelle più misere regioni del globo.

5- Divieto per il paese di entrare in patti antiumani, egemonici e repressivi.

 

Il Partito Comunista Operaio d'Iran chiede alla classe operaia e a tutti coloro che condividano le finalità e gli obiettivi del partito di unirsi ai suoi ranghi.


 

 


Ultima modifica 17.08.2009