[ Archivio di Bucharin ]
L'A.B.C. del Comunismo
Bucharin-Preobrazenskij (1919)
Introduzione:
Il nostro programma
(Prima Parte)
1. Che cosa è un programma?
2. Quale era il nostro vecchio programma?
3. Perché si dovette formulare un nuovo programma?
4. L’importanza del nostro programma
5. Il carattere scientifico del nostro programma
1. Che cosa è un
programma?
Ogni partito persegue
determinati obiettivi, sia esso un partito di latifondisti o capitalisti che di
operai o contadini. Ogni partito deve avere i suoi obiettivi, altrimenti esso
perde il carattere di partito. Se è un partito che rappresenta gli interessi
dei latifondisti, esso perseguirà gli obiettivi dei latifondisti: in quale modo
si possa mantenere il possesso della terra, tener soggetti i contadini, vendere
il grano a prezzi più alti, ottenere prezzi d’affitto superiori, e procurarsi
operai agricoli a buon mercato. Un partito di capitalisti, di industriali, avrà
ugualmente i suoi propri obiettivi: ottenere mano d’opera a buon mercato,
tenere in freno gli operai industriali, cercare nuove clientele alle quali si
possa vendere le merci ad alti prezzi, realizzare alti guadagni e a tal fine
aumentare le ore di lavoro, e soprattutto creare una situazione che tolga agli
operai ogni velleità di aspirare ad un ordinamento sociale nuovo: gli operai
debbono vivere nella convinzione che padroni ve ne sono sempre stati e ve ne
saranno anche nell’avvenire. Questi gli obiettivi degli industriali. S’intende
che gli operai e contadini hanno obiettivi ben diversi, essendo ben diversi i
loro interessi. Un vecchio proverbio russo dice: "Ciò che è salutare per
il russo, è mortale per il tedesco". Sarebbe più appropriata la seguente
variante: "Ciò che è salutare per l’operaio, è mortale per il latifondista
e per il capitalista". Ciò significa che il lavoratore ha uno scopo, il
capitalista un altro, il latifondista un altro. Ma non tutti i proprietari si
occupano con assiduità ed accortezza dei loro interessi, e più di uno vive
nell’ozio e nei bagordi non curandosi nemmeno di ciò che gli presenta
l’amministratore. Ma vi sono anche molti operai e contadini che vivono in
questa noncuranza ed apatia. Essi ti dicono: "In un modo o nell’altro si
camperà la vita, che m’importa il resto? così hanno vissuto i nostri antenati e
così vivremo anche noi". Questa gente s’infischia di tutto e non comprende
nemmeno i suoi propri interessi. Coloro invece che pensano al modo migliore di
far valere i propri interessi si organizzano in un partito. Al partito
non appartiene quindi l’intera classe, ma soltanto la sua parte migliore, la
parte più energica, ed essa guida tutto il rimanente. Al partito dei lavoratori
(il partito dei comunisti bolscevichi) aderiscono i migliori operai e
contadini. Al partito dei latifondisti e capitalisti ("Cadetti", "Partito della libertà popolare")
aderiscono i più energici latifondisti e capitalisti ed i loro servitori:
avvocati, professori, ufficiali, generali, ecc. Ogni partito abbraccia quindi
la parte più cosciente di quella classe i cui interessi esso rappresenta.
Perciò un latifondista o capitalista organizzato in un partito combatterà i
suoi contadini od operai con maggiore efficacia di uno non organizzato. Nello
stesso modo un operaio organizzato lotterà contro il capitalista o latifondista
con maggiore successo di uno non organizzato; e ciò perché egli si è reso
conscio degli interessi e delle finalità della classe operaia, e conosce i
metodi più efficaci e più rapidi per conseguirli.
L’insieme degli obiettivi, cui un partito aspira nella difesa degli interessi
della propria classe, forma il programma di questo partito. Nel programma
sono formulate le aspirazioni di una data classe. Il programma del partito
comunista contiene quindi le aspirazioni degli operai e dei contadini poveri.
Il programma è la cosa più importante per ogni partito. Dal programma si può
sempre giudicare di chi un dato partito rappresenti gli interessi.
2.
Quale era il nostro vecchio programma?
Il nostro attuale programma venne approvato dall’VIII Congresso del
Partito, verso la fine di marzo 1919.
Fino ad allora non avevamo un
programma ben definito e formulato. Il vecchio programma, elaborato dal II
Congresso del 1903, risaliva all’epoca in cui bolscevichi e menscevichi formavano
un partito unico ed avevano quindi anche un programma comune. La classe operaia
cominciava allora appena ad organizzarsi. Le fabbriche e le officine erano
ancora rare. Molti dubitavano persino che la nostra classe operaia avesse un
avvenire. I "Narodniki"
(i predecessori dell’attuale partito dei Socialrivoluzionari) sostenevano
allora che la classe operaia in Russia non avesse nessuna possibilità di
sviluppo, come pure che non aumenterebbe il numero delle nostre fabbriche ed
officine. I socialdemocratici marxisti (sia gli attuali bolscevichi che gli
attuali menscevichi) erano invece dell’opinione che in Russia, come in tutti
gli altri paesi, la classe operaia si sarebbe sempre più sviluppata e sarebbe
divenuta l’elemento rivoluzionario principale. La storia smentì l’opinione dei
"Narodniki" e diede ragione ai socialdemocratici.
Ma all’epoca in cui i
socialdemocratici nel loro II Congresso elaborarono il loro programma
(all’elaborazione parteciparono sia Lenin
che Plechanof), le forze della
classe operaia erano ancora troppo esigue. Perciò nessuno pensava allora
seriamente alla possibilità di poter abbattere subito la borghesia. Si pensava
soltanto alla possibilità di abbattere lo zarismo, di conquistare la libertà di
organizzazione per gli operai e contadini e per tutti gli altri, di realizzare
la giornata di otto ore e di mozzare un po’ le unghie ai latifondisti. Ma
nessuno pensava ancora di poter instaurare un duraturo governo della classe
operaia e di espropriare immediatamente le fabbriche e le officine della
borghesia. Tale era il nostro antico programma del 1903.
3.
Perché si dovette formulare un nuovo programma?
Da quell’epoca alla rivoluzione del 1917 sono trascorsi molti anni, e
le condizioni si sono notevolmente cambiate. La grande industria in Russia ebbe
in questo periodo un enorme sviluppo e con essa la classe operaia. Già durante
la rivoluzione del 1905 questa si manifestò come un elemento potente. Ed al
tempo della seconda rivoluzione si vide chiaramente che la rivoluzione non
poteva vincere senza la vittoria della classe operaia. Ma ora la classe
operaia non poteva più accontentarsi di quel poco che l’avrebbe soddisfatta nel
1905. Essa era diventata così potente da poter pretendere la espropriazione
delle fabbriche, la conquista del potere e la soppressione della classe capitalistica.
E ciò perché le condizioni interne della Russia, dalla formulazione del
primo programma in poi, s’erano fondamentalmente mutate. Ma anche le condizioni
esterne, il che è ancora più importante, avevano subito un profondo
mutamento. Nel 1905 regnava in tutta Europa "pace e tranquillità".
Nel 1917 invece ad ogni persona intelligente era chiaro che dal grembo della
guerra mondiale doveva uscire la rivoluzione mondiale. Alla rivoluzione russa
del 1905 succedettero soltanto un debole movimento degli operai austriaci e
sconvolgimenti nei Paesi arretrati dell’Oriente: nella Persia, nella Turchia e
nella Cina. La rivoluzione russa del 1917 invece è stata seguita da
rivoluzioni, non soltanto in Oriente, ma anche in Occidente, dove la classe
operaia ha ingaggiato la lotta per l’abbattimento del capitale. Noi vediamo che
attualmente le condizioni interne ed esterne sono completamente differenti da
quelle dell’anno 1903, e sarebbe quindi assurdo che il partito della classe
operaia mantenesse nel 1917-1919 il vecchio programma del 1903.
Quando i menscevichi ci rimproverano
di aver rinnegato il nostro vecchio programma e quindi anche la dottrina di Carlo Marx, noi rispondiamo loro, che
secondo la dottrina di Marx i programmi non escono dai cervelli, ma
scaturiscono dalla vita. Quando la vita si è profondamente trasformata, anche
il programma non può rimanere immutato. Le pellicce si portano d’inverno.
D’estate soltanto un pazzo porterebbe una pelliccia. Lo stesso vale per la
politica. È stato proprio Carlo Marx ad insegnarci di osservare le condizioni
storiche contingenti e di agire in corrispondenza. Da ciò non consegue che
dobbiamo cambiare le nostre convinzioni come una signora i suoi guanti.
L’obiettivo principale della classe operaia è la realizzazione dell’ordine
sociale comunista. Questo è l’obiettivo costante e immutabile
della classe operaia. Ma si intende che a seconda della distanza in cui essa si
trova da questa meta varieranno anche le sue rivendicazioni immediate. Durante
il regime autocratico la classe operaia doveva agire in segreto, visto che il
suo partito veniva perseguitato come un’associazione a delinquere. Ora la
classe operaia è al potere ed il suo partito è il partito governante.
Soltanto una persona irragionevole può quindi pretendere che il programma del
1903 sia ancora valido ai nostri giorni. Il mutamento delle condizioni interne
della vita politica russa, nonché quello di tutta la situazione internazionale,
hanno provocato la necessità di un mutamento anche del nostro programma.
4.
L’importanza del nostro programma
Il nostro programma (di Mosca) è il primo programma di un partito della
classe operaia che si trovi già da parecchio tempo al potere. Per questa
ragione il nostro partito doveva accogliere in esso tutte le esperienze
acquistate dalla classe operaia nell’amministrazione e nella costruzione di un
nuovo assetto sociale. Ciò è importante non soltanto per noi, per gli operai e
per i contadini russi, ma anche per i compagni stranieri. Non soltanto noi
impariamo dai nostri successi ed insuccessi, dai nostri errori e dai nostri
equivoci, ma l’intero proletariato internazionale. Pertanto il nostro programma
non contiene soltanto ciò che il nostro partito intende realizzare, ma anche
ciò che esso ha già in parte realizzato. Il nostro programma deve essere noto
in tutti i suoi particolari ad ogni membro del partito. Poiché membro del
partito può essere soltanto colui che ha riconosciuto il programma, cioè che lo
ritiene giusto. Ma ciò non è possibile se non lo si conosce. Vi è certamente
molta gente, che senza avere mai visto un programma si insinua nel partito
comunista per ottenere qualche vantaggio o per occupare qualche posticino. Di
questa gente non abbiamo bisogno; essi non ci sono che nocivi. Senza conoscere
il nostro programma, nessuno può diventare un vero comunista. Ogni operaio e
contadino povero cosciente deve conoscere il nostro partito. Ogni proletario
straniero deve studiarlo per approfittare delle esperienze della rivoluzione russa.
5. Il
carattere scientifico del nostro programma
Abbiamo già detto che un programma non deve essere il prodotto
artificioso di una mente, ma deve esser tratto dalla vita stessa. Prima di Marx
molti difensori della classe operaia avevano tracciato quadri incantevoli del
paradiso futuro, ma nessuno si era domandato se esso fosse raggiungibile e
quale via vi conducesse. Marx seguì un metodo ben diverso. Egli partì da un
esame accurato dell’ordinamento cattivo, ingiusto e barbaro che vige fino ad
ora in tutto il mondo. Marx esaminò l’ordinamento sociale capitalistico con
l’obiettività e precisione con cui si esamina un orologio od una macchina
qualunque. Supponiamo che esaminando un orologio abbiamo trovato che due ruote
non ingranano bene, e che ad ogni nuovo giro si incastrino sempre più l’una
nell’altra. In questo caso noi possiamo prevedere che le ruote si arresteranno
e che tutto l’orologio si fermerà. Marx non esaminò un orologio, ma il sistema
capitalistico, studiò la vita sociale come essa si presenta sotto la
dominazione del capitale. Da questo suo studio egli trasse la conclusione che
il capitale si scava la propria fossa, che questa macchina si spezzerà, e
precisamente per l’inevitabile sollevazione dei lavoratori, che trasformeranno
tutto il mondo secondo la loro volontà. Marx raccomandò a tutti i suoi allievi
di studiare in primo luogo la vita nelle sue manifestazioni reali. Soltanto
così si può elaborare un giusto programma. Perciò è naturale che il nostro
programma cominci con una esposizione del dominio del capitale.
Ora il dominio del capitale in
Russia è infranto. Le previsioni di Carlo Marx si avverano davanti ai nostri
occhi. La vecchia società sta crollando. Le corone cadono dal capo agli
imperatori ed ai re. Ovunque gli operai s’avviano alla rivoluzione e
all’instaurazione del potere dei Soviet. Per comprendere come tutto ciò
sia avvenuto, bisogna conoscere esattamente come era costituito l’ordinamento
capitalistico. Noi vedremo allora che esso doveva inevitabilmente
crollare. Ma quando avremo riconosciuto che non si può ritornare indietro, che
la vittoria del proletariato è sicura, noi continueremo con maggior lena e
risolutezza la lotta per la nuova società del lavoro.
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Ultima modifica 25.11.2003